26
apr

Previsioni meteo dal 26 al 1 maggio

Il tempo fino al primo maggio

La fase di tempo bello e gradevole che ha interessato quasi tutta l’Italia tra mercoledì e giovedì è stata solo una breve parentesi perché già da oggi il tempo tornerà a guastarsi sul Nord Italia per una perturbazione atlantica – la n.8 di aprile – la quale poi domani sabato porterà piogge su gran parte del Centronord ma insisterà sul Nord Italia anche domenica e lunedì. Ma alla fine di lunedì arriva un’altra perturbazione atlantica – la n. 10 di aprile la quale porterà piogge ancora sul Nord Italia fino al Primo maggio. In compenso per tutto il periodo le temperature rimarranno gradevoli.

Ma ecco in dettaglio il tempo previsto fino al Primo maggio.

Venerdì 26 Nubi su regioni di Nordovest, tirreniche, Sicilia. Al mattino deboli piogge su basso Piemonte, Ovest Sicilia. Al pomeriggio piogge su Lombardia, Val d’Aosta, Toscana. Nella sera piogge su Alto Piemonte, Lombardia, Veneto, Emilia, Romagna, Alto Adige. Piogge deboli intermittenti su Toscana, Umbria, Lazio.

Sabato 27 Nubi su quasi tutta l’Italia. Piogge continue su Sardegna, Lucania e al Centronord (tranne Abruzzo e Molise), forti su Prealpi lombarde. Nella sera migliora su Liguria, Emilia, Romagna, Marche, Sardegna.

Domenica 28 Nubi al Centronord. piogge continue su Toscana e al Nord, tranne Emilia e Romagna.

Lunedì 29 Nuvolosità sparsa su tutta l’Italia. Piogge al Nord (tranne coste venete e Venezia Giulia) e forti su Prealpi lombarde. Al pomeriggio migliora su Venezie, Emilia, Romagna. Nella sera si intensificano le piogge sulle regioni di Nordovest.

Martedì 30 Molte nubi al Centronord. Piogge su Toscana e al Nord (tranne Levante ligure, Venezia Giulia, Emilia, Romagna) e forti su Verbano, Prealpi lombarde. Nella sera migliora su Venezie.

Primo maggio Nubi al Nord. Piogge su Levante ligure, Val d’Aosta,Piemonte, Lombardia, Trentino, Alto Adige. Nel pomeriggio migliora su Levante ligure, Basso Piemonte, ma le piogge si estendono al Veneto.

Pubblicato il 26 aprile 2013 - Commenti (0)
19
apr

Previsioni meteo dal 19 al 22 aprile

Dopo un mese e mezzo circa di piogge quasi ininterrotte finalmente la primavera ci ha mostrato il suo lato più gradito, regalandoci un po’ di giorni di tempo bello  e soleggiato  dalle Alpi alla Sicilia  per  di più con temperature gradevoli fino a sconfinare nella sensazione di caldo. Merito dell’arrivo sulla penisola, dopo lunga inusitata latitanza, dell’anticlone Nord africano.

Ma purtroppo già da  oggi la regia del tempo passerà di mano dall’anticlone africano alle umide e piovose correnti atlantiche. In particolare oggi, venerdì 19,  la parte avanzata di  nuova perturbazione atlantica – la n.7 di aprile - oggi raggiungerà le Alpi e le regioni di Nordovest ove con temporali sulle regioni alpine già dal mattino. 

Poi dal pomeriggio compariranno rovesci  e temporali si propagheranno a quasi tutto il Nord Italia.

Tra sabato  e lunedì  la perturbazione interesserà prima il Centronord  e poi il Centrosud e solo martedì lascerà le estreme regioni meridionali, favorendo il ritorno del bel tempo su tutta l’Italia.

Ma ecco in  dettaglio l’evoluzione del tempo fino a lunedì.


Venerdì 19: Rovesci dal mattino su Alpi  e  zone pedemontane. Nel pomeriggio e nella  sera rovesci  e temporali diffusi su tutto il Nord Italia, anche forti sui laghi lombardi e sulle Alpi lombarde;


Sabato 20: Rovesci  e temporali diffusi su tutto il Nord Italia, su Marche, Abruzzo, Alta Toscana, zone interne del Lazio. Nevicate fino a 25-35 cm sulle Alpi oltre 1000-1200m e fino a 700-800m sulle Alpi di confine. Brusco calo delle temperature massime al Centronord  di circa 8-10 gradi rispetto ai valori osservati giovedì;


Domenica 21: Piogge, per lo più sotto forma di rovescio,  su tutta l’Italia, Tranne Toscana, Umbria, Lazio. Nel pomeriggio  migliora su Lombardia e coste venete; neve sulle Alpi ad alta quota;


Lunedì 22: Piogge su tutto il Centrosud, Emilia, Sardegna, Alpi orientali; bel tempo sul  resto del Nord Italia;  temperature in rapido rialzo.

Pubblicato il 19 aprile 2013 - Commenti (0)
16
apr

Perché il vento fischia

Il vento emette suoni che non sentiamo

Il rumore del vento nasce dalle vibrazioni sonore indotte negli oggetti toccati o sfiorati dalla correnti aeree. Quindi a seconda del materiale urtato o dei luoghi dove il vento passa, cambia il tipo di suono. In genere si avverte fruscio quando muove i rami degli alberi, ulula quando è costretto ad accelerare via via che il passaggio diviene più stretto
(sporgenze delle rocce, restringimento di una valle, case, corsi di fiumi). Sibila tra le fessure di porte e finestre. Emette un rombo sordo quando increspa le onde del mare. Fa' tintinnare e cigolare gli alberi maestri e le sartie nei porti. Fa scricchiolare e sbattere porte chiuse male.

Ma a parte i suoni percepiti dal nostro udito, il forte vento genera anche infrasuoni cioè onde sonore di frequenza inferiore a 30-40 Hz, soglia al di sotto della quale il nostro udito non avverte nulla. Secondo alcuni scienziati sarebbero proprio gli infrasuoni generati dal vento a indurre in alcune persone quella sensazione di minaccia imminente quando si avvicina una tempesta.
Ciò può provocare in alcuni soggetti più sensibili, mal di stomaco, nervosismo, spossatezza. Tra i venti più frequenti della nostra penisola, quelli che generano più infrasuoni sono il Maestrale e il Foehn.

Pubblicato il 16 aprile 2013 - Commenti (0)
09
apr

Città del futuro. Forse troppo avveniristiche

Lo sviluppo inarrestabile delle areee urbane (nel 2005 per la prima volta la popolazione mondiale delle città ha superato qulla delle campagne) rende sempre più urgente interrogarsi su quali modelli di sviluppo cittadino si debbano seguire nel prossimo futuro.
In un campo in cui scienza e fantasia hanno confini assai labili, e che talvolta sconfinano gli uni negli altri, alcune ipotesi risultano quantomeno improbabili.

La città a cupola, per esempio, ricopre, nell’immaginario collettivo, uno spazio di assoluto rilievo: l’idea di uno schermo che svolga una funzione sia di protezione che di controllo degli eventi atmosferici è certamente affascinante, ma quanto risulta attuabile?
Un’ipotesi alla quale irrinunciabile è la necessità di una cupola che isoli dall’ambiente esterno, questo perché è impossibile contrastare le energie che entrano in gioco in natura (senza scomodare l’uragano Katrina, un temporale di media entità sprigiona un’energia paragonabile alla bomba di Hiroshima). Viste le energie in gioco risulta evidente che generare artificialmente fenomeni atmosferici in un’area urbana, anche se rinchiusa in un “guscio” protettivo, comporterebbe un dispendio energetico assolutamente improponibile.

Bisogna inoltre ricordare che le grandi città generano fenomeni microclimatici peculiari che sarebbero amplificati dalla presenza di una cupola (negli hangar in cui si costruiscono i razzi vettori ci sono enormi impianti di aerazione per dissolvere le nuvole che si formano all’interno); un progetto di tale portata dovrebbe essere preceduto da accurati studi con modelli fisico-matematici simili a quelli utilizzati dai meteorologi, ma con un dettaglio di gran lunga maggiore, tale da richiedere potenze di calcolo attualmente disponibili solo nei più grandi laboratori di ricerca.

L’idea di riprodurre artificialmente i fenomeni atmosferici sembra essere più attuabile per aree estremamente limitate; per un futuro più o meno prossimo possiamo quindi osare immaginare grossi laboratori su Marte o sulla Luna, in cui siano ricreate le condizioni climatiche terrestri. Per le nostre città è forse meglio concentrarsi su come riuscire a conciliare le nostre esigenze con i limiti che la natura ci impone.

Pubblicato il 09 aprile 2013 - Commenti (0)
05
apr

Previsioni meteo dal 5 al 8 aprile

Un fine settimana tipicamente primaverile con tutti gli ingredienti della stagione più instabile dell’anno

E già, perché vedremo un po’ di tutto: le piogge, l’alternanza di nuvole con cieli tersi e sereni, un “toccata e fuga” del freddo, una fugace comparsa di venti forti settentrionali che accompagnano il freddo e anche, ovviamente, la neve, seppure solo sulle regioni alpine a quote medio-alte. Nuvole e piogge prevarranno oggi con il passaggio della perturbazione n. 2 di aprile, giunta ieri pomeriggio. Il freddo invece arriverà domenica, con la discesa un nucleo di aria polare il quale dopo avere raggiunto le Alpi, si propagherà a tutta l’Italia con forti venti di Maestrale sulle regioni tirreniche e sulle Isole e venti di Bora sulle regioni adriatiche e in Pianura Padana.

Ma ecco in dettaglio il tempo giorno per giorno.

Venerdì 5: Nuvole al Centronord, sereno al Sud. Al mattino piogge su tutta l’Italia, tranne al Sicilia e le coste abruzzesi; nevicate deboli sulle Alpi oltre 1400-1600m. Al pomeriggio migliora sul Piemonte; piogge invece sul resto del Nord Italia e sulle Marche. Nella sera piogge soltanto su Venezie, Dolomiti. Temperature al di sopra della media al Sud per una fugace comparsa dell’anticlone Nord africano.

Sabato 6: Molte nubi al Centronord; sereno o poco nuvoloso al Sud. Al mattino deboli piogge su Alpi orientali, entroterra ligure, Sardegna. Al pomeriggio isolati brevi rovesci, anche nevosi, su regioni alpine, Cuneese, entroterra ligure. Nella sera piogge solo su Sardegna, Trapanese.

Domenica 7: Sereno su Sardegna, Lazio, Campania, coste venete. Alternanza di schiarite e annuvolamenti sul resto d’Italia. Al mattino piogge su Isole maggiori, Calabria; isolati brevi rovesci su Piemonte, Lombardia. Deboli nevicate su Alpi centro-occidentali oltre 1200-1400 metri. Al pomeriggio qualche isolati brevi rovesci su Ponente ligure, Cuneese, Frusinate, Nord Sicilia, Cagliaritano. Nella sera torna il bel tempo ovunque. Freddo moderato su tutta l’Italia., specie sulle regioni adriatiche.

Lunedì 8
: Molte nubi ovunque, tranne Puglia e Calabria. Al mattino e pomeriggio piogge su Piemonte, Liguria, Ovest Lombardia; deboli nevicate su Alpi centro-occidentali oltre 1200-1400m. Nella sera piogge anche su Est Lombardia, Versilia; deboli nevicate anche sulle Dolomiti. Freddo in attenuazione.

Pubblicato il 05 aprile 2013 - Commenti (0)
03
apr

I satelliti provano l'arrivo della primavera


Con l'equinozio comincia ufficialmente la primavera.

Sul calendario la primavera giunge ufficialmente solo in coincidenza con l’Equinozio, che quest’anno è caduto lo scorso mercoledì 20 marzo alle 12 e 02. L’inizio ufficiale della stagione primaverile infatti si fa coincidere con l’inizio della primavera astronomica, ovvero con il passaggio della Terra per quel punto dell’eclittica (l’orbita del nostro Pianeta attorno al Sole) noto come Equinozio di Primavera. Ma cosa rappresenta tale momento?

In pratica gli Equinozi (quello di primavera e quello d’autunno) sono i due istanti, nel corso dell’anno, in cui i raggi solari cadono perpendicolari, oltre che alla linea dell’Equatore (cosa avviene sempre, durante tutto l’anno), anche all’asse di rotazione terrestre (cosa che capita, appunto, solo agli Equinozi). Tutto ciò implica che, visivamente, la linea che separa il giorno dalla notte non appaia più obliqua, ma al contrario passando per i poli divida perfettamente in due il Globo: un evento che, mercoledì scorso, è stato testimoniato anche da questa immagine raccolta dal satellite GOES-13 della NOAA.

Tra gli effetti pratici più interessanti di questa giornata c’è sicuramente quello che riguarda le ore di luce: il passaggio per l’Equinozio determina in tutti i punti della Terra l’eguale durata del giorno e della notte, pari a 12 ore, cosa che altrimenti per tutto il resto dell’anno è caratteristica esclusiva dei soli luoghi che si trovano sulla fascia dell’Equatore. In ogni caso da mercoledì scorso e per circa 6 mesi, fino all’Equinozio d’Autunno, le ore di luce saranno superiori alle ore di buio nel nostro Emisfero e viceversa nell’Emisfero Australe.

Pubblicato il 03 aprile 2013 - Commenti (0)
02
apr

Terraferma in vista? Chiediamolo alle colombe

Numerose ed antiche testimonianze documentano che i naviganti, durante i lunghi viaggi a mare di esplorazione e colonizzazione ed in assenza delle attuali tecnologie, osservavano con attenzione il volo degli uccelli per avere informazioni sulla presenza più o meno vicina della terraferma.

Plinio il vecchio, nella sua Naturalis Historia, ricorda che nell’Oceano Indiano, alla latitudine dell’attuale isola di Ceylon, i marinai erano soliti portare a bordo delle navi un certo numero di uccelli che rilasciavano periodicamente per seguirne il volo. Questo perché i volatili, salendo di quota e volando in tutte le direzioni, hanno una maggiore possibilità di scorgere la terraferma anche da grande distanza: se ritornavano a bordo, la terra era ancora lontana, se si allontanavano definitivamente, la direzione prescelta indicava la via per raggiungere la terra più vicina.

La testimonianza di questa pratica si conserva nella tradizione biblica nel celebre episodio in cui Noè, al termine del diluvio universale, lasciò uscire dall’Arca prima un corvo e poi una colomba per verificare se le acque si fossero ritirate. Al primo tentativo, il corvo tornò a bordo e così fece anche la colomba perché la terra era ancora sommersa dalle acque. Dopo sette giorni, Noè fece uscire ancora la colomba che tornò col ramoscello di ulivo, segno che le acque si erano ritirate; dopo altri sette giorni, avendola nuovamente inviata, la colomba non ritornò più testimoniando così che la terra poteva essere nuovamente abitata.

Pubblicato il 02 aprile 2013 - Commenti (0)

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Autore del blog

Il meteo di Giuliacci

Col. Mario Giuliacci

Mario Giuliacci è un meteorologo, personaggio televisivo e colonnello italiano. È laureato all'Università La Sapienza di Roma. È autore di diversi libri sulla meteorologia. Attualmente cura su LA7 la rubrica del meteo per il fine settimana.

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