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Costanza si è messa con Giovanni

“Finalmente!” dicono gli amici più stretti. Sono mesi, ormai, che Giovanni trascura gli studi della sua terza liceo per aiutare Costanza ad affrontare i suoi di II superiore. E’ sempre disponibile, quando lei gli telefona per chiedergli spiegazioni sulle equazioni o sulla cellula. E lui, che non è mai stato un cannone in matematica o in biologia, lo diventa per lei.
Giovanni è davvero sempre pronto a dare una mano agli amici. Impegnato in oratorio, nella scuola, con chiunque abbia bisogno di aiuto. Giorno e notte. Tutti sanno  che Giovanni non  nega mai la sua presenza, o almeno un sms sollecito, quando si è preoccupati, tristi, confusi, e ci si rivolge a lui. Ma intanto la pagella di Giovanni tracolla. Tanto da essere, a questo punto dell’anno, a rischio di bocciatura, malgrado le buone risorse cognitive del ragazzo.

Qualche giorno fa, tornando a casa da scuola per le solite ‘lezioni’ pomeridiane, Giovanni e Costanza si sono guardati come mai prima e si sono baciati. “Che cosa stiamo facendo?!” “Non lo so, ma è bellissimo…” Come per molti ragazzi, la prima preoccupazione è che l’intensa amicizia sia messa a repentaglio dall’innamoramento. Se un giorno l’amore finirà, che cosa ne sarà della loro amicizia? Saranno costretti a chiudere anche quella?  Il pericolo è reale, ma quando si è innamorati, ci si sente pronti a correre qualsiasi rischio.

Adesso però Costanza si interroga: la vicinanza di Giovanni è stata proficua per la sua situazione scolastica. Ma non c’è reciprocità. Certo, lei non può aiutare l’amico, che frequenta un corso più avanzato del suo. Ma anche la sua azione di sprone, le sue esortazioni a Giovanni di maggiore impegno nello studio, non sembrano avere effetti.

Come altri adolescenti, Giovanni gode dei vantaggi di una sua disponibilità vero gli altri che rasenta l’oblazione, il tentativo di donarsi pienamente. La sua generosità è sicuramente lodevole, ma forse esprime anche profondi bisogni evolutivi. Un adolescente infatti non soltanto cerca di rispondere ad una domanda di identità (chi sono?), ma anche di valore per gli altri (per chi sono?). Gli amici diventano lo specchio dal quale apprendere la stima di sé. E talvolta l’adolescente cerca non soltanto apprezzamento e conferme, ma anche qualcosa di più. Ad esempio, essere tanto importante per gli altri da poter alimentare un’immagine idealizzata di sé, come se lui fosse “l’amico perfetto”.

Talvolta, ciò sembra compensare carenze di autostima più profonde. Come avviene per Giovanni, che con la sua disponibilità cerca di compensare la propria consapevole fragilità di fronte alle fatiche mentali dello studio. E così egli cerca anche di riparare l’immagine che a casa gli viene rispecchiata dai genitori, comprensibilmente preoccupati dall’andamento scolastico del figlio, ma anche troppo delusi e poco capaci di manifestare autentica stima nei suoi confronti.

Pubblicato il 21 febbraio 2012 - Commenti (0)

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Autore del blog

Mio figlio l'adolescente

Fabrizio Fantoni

Fabrizio Fantoni, 55 anni, sposato, tre figli. Psicologo psicoterapeuta, esperto di adolescenti.

 

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