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Una frase di Sant'Agostino

Preparando gli auguri per il Natale, ritrovo questa frase di s.Agostino che ho utilizzato per gli auguri alle scuole di qualche anno fa:

“E’ ben più efficace, per imparare, il desiderio di sapere che nasce dalla libertà che non la necessità di sapere che nasce dalla paura”                                                                                        (Le Confessioni, Libro 1, 14).

Mi fa riflettere sulla motivazione allo studio che nasce faticosamente da un atto interiore di scelta e di ‘gusto’ per ciò che si fa, e non può venire primariamente dalle pressioni che genitori e insegnanti esercitano attraverso i voti negativi, i castighi, le minacce… E neppure dalle proiezioni in un futuro lavorativo fosco ed incerto dove si salverà solo chi ha un titolo di studio. Una motivazione interiore non è un dono di natura, ma una acquisizione spesso sofferta, maturata insieme alla crescita, con momenti di slancio e altri di stanchezza.

Qualcosa che va ‘educato’, nel senso che ogni ragazzo che cresce va aiutato a tirarla fuori dal proprio intimo, a crescerla, a tenerla viva. In altre parole, è una questione di senso. Accompagnare i figli adolescenti all’esperienza della scuola significa in fondo questo. Non basta sostenere, incoraggiare, dare indicazioni di metodo sull’organizzazione del tempo. Non basta neppure intervenire con forza quando le cose vanno male, dopo le verifiche negative e le pagelle disastrose, per aiutare a ritrovare la concentrazione e la forza di volontà. Non sono sufficienti le ripetute esortazioni banali : “Studia per farti una cultura! Studia perché potrai trovare un lavoro migliore!”

Come genitori, occorre ripensare alla propria esperienza, che si abbia avuto la possibilità di studiare oppure no, per trovare parole più autentiche sull’apprendimento e sul confronto (a volte scontro) con la fatica del pensare. Occorre riflettere con i figli sui linguaggi oggi necessari: la conoscenza della lingua italiana per poter meglio comunicare le proprie idee e i propri pensieri; della lingua straniera, per sentirci aperti al mondo più vasto che entra nelle nostre case attraverso le tv e internet; dell’economia e della storia; delle scienze e della matematica; delle tecniche… Occorre pensare che la mente è lo strumento più prezioso che ci accompagna nella vita. La fatica mentale è l’allenamento faticoso e costante di questa funzione, per uscire dal mondo dell’opinione ed entrare in quello della conoscenza, per  capire meglio noi stessi e gli altri.

Pubblicato il 23 dicembre 2010 - Commenti (1)

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Postato da abba il 06/11/2012 15:47

Come rispondere ad un figlio che ti dice " a cosa mi serve studiare Epica, cosa me ne faccio della Storia ?" utilissimo l'articolo pubblicato, lotto tutti i giorni per far nascere la passione per la conoscenza, per mia esperienza i castighi hanno prodotto solo risultati negativi ma nessuna voglia di "sapere".

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Autore del blog

Mio figlio l'adolescente

Fabrizio Fantoni

Fabrizio Fantoni, 55 anni, sposato, tre figli. Psicologo psicoterapeuta, esperto di adolescenti.

 

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