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mar

Amore e odio tra fratelli

Vado a fare la spesa con i due piccoli. P. (4 anni) in macchina parla a C. (2 anni) che è in preda a una crisi perché non vuole tenere la cintura di sicurezza allacciata
“Dai C, adesso stai brava che la mamma poi ti libera… siamo quasi arrivati…”
C: “No cintua, no cintua… ngheeeeeeee……”
P: “Vedi, anch’io metto la cintura, tu sei grande, devi mettere la cintura se no i vigili ti danno la multa”.
C: “No igili!” (no vigili)
P: “No, se tieni la cintura loro non vengono. Stai brava e non piangere che poi la mamma ti dà una sorpresina”
C: “Enghe, enghe”
P: “Brava, ecco, così! Adesso vai sul carrello e la mamma ti spinge in giro per il supermercato, ci sono i libri da guardare, i succhi di frutta, le scale mobili …”
C: “Io oio andae” (io voglio andare)
P: “Brava così… poi andiamo”

Silenzio.

Guido con una pace intorno impagabile e mi azzardo in un parcheggio impossibile. Andata. Scendiamo, carico la piccola sul carrello e ci avviamo verso il centro commerciale.
C.: “Hai visto mamma come sono stato bravo a tranquillarla?”
Io: “Cosa farei se non avessi te?”
Entra tutto fiero e per tutta la spesa mi ubbidisce e mi aiuta a prendere le cose dagli scaffali. C lo osserva tranquilla e alle casse collabora con lui nello scaricare tutta la spesa sul nastro. Non posso credere ai miei occhi! In macchina do a P. un libro pieno di foto di animali:
“Tieni, te lo sei proprio meritato! Un regalo per te”.
P: “Bello! È solo mio?”
Io: “Certo amore”.
Non faccio in tempo a dare a C la sua sorpresina che lei ha già afferrato il libro di P e gliel’ha strappato di mano. Lui se lo riprende e le assesta uno spintone. C ricomincia a piangere.

Io sono figlia unica e spesso resto incantata nell’osservare come tra fratelli ci si possa aiutare e stimolare ad inventare nuovi modi per stare bene insieme. Con lo stesso slancio però ci si può fare dispetti, dire parole che fanno piangere, farsi del male. Decidere quando è necessaria una mediazione esterna non è semplice: se il tempo del litigio è quello di un’interruzione in una melodia aspetto; se invece si è inceppato il disco e la musica è sparita, scendo in campo.

Con i fratelli più grandi può essere utile un’ intervento anche più dilazionato nel tempo. Ovvero per bambini che già vanno alle scuole elementari, si può aspettare anche più a lungo prima di intervenire, perché puntare sulla loro capacità di imparare a gestire un conflitto e provare a venirne fuori da soli è sempre un investimento che nel medio-lungo termine può dare buoni risultati. Con i più piccoli invece io presidio molto di più la situazione.
In generale, gli errori che cerco di evitare sono le ingiustizie. Anche nelle piccole cose occorre essere precisi ed equi, la giustizia è la miglior base per la pace. A casa prendo in braccio C. che ancora piangiucchia.
P mi dice: “Tu adesso non mi mammeri più!”
“Vieni qui tesoro!”
E dopo uno splendido abbraccio a tre sono pronta per scaricare la spesa.

Raccontate la vostra esperienza nella gestione della relazione tra fratelli: quando osservate che la convivenza si fa più difficile? Quando invece le cose funzionano meglio? Raccontateci qualche esperienza concreta con i vostri figli o magari un ricordo di quando eravate voi piccoli e avete amato/odiato un fratello o una sorella. Vi aspetto!

Pubblicato il 25 marzo 2011 - Commenti (2)

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Postato da Giuliana3 il 17/05/2011 23:28

Anch'io sono figlia unica e veder interagire i miei 3 figli (11, 8 e 2 anni) a volte mi lascia a bocca aperta. Altre volte a capelli dritti e corde vocali consumate.... Adoro vedere il medio (che ha appena imparato ad allacciarsi le scarpe sigh) che la mattina aiuta la piccola a vestirsi e arriva orgoglioso: "Guarda mamma!": scamiciato viola con dolcevita arancione sopra, calzini antiscivolo al posto delle calze. E la piccola "Azie, nani!" (Grazie Giovanni!). Da restare incantati. Se non fossero le 7.40 e non fossi già in ritardo x nido, scuola e lavoro!!

Postato da Molly il 29/03/2011 16:50

Che fatica! quando litigano cosi' i miei figli non li sopporto proprio... vorrei proprio accontentarli entrambi e cambiare pagina perche' quando litigano non sono quei dolci pargoletti che ami profondamente ma due vere pesti che ti fanno fare certe figure! come fare? cosa fare? se non scorre sangue non intervengo quasi mai... hanno 5 e 3 anni insomma ora sono in grado di cavarsela da soli e lo devono fare perche' intervenire spesso, sempre non gli fa bene (l'ho letto in tutti i libri di super psicologi infantili!) il piccoletto fa fatica spesso (ancora!) ad esprimersi e per questo nascono i disaccordi ... la grande dal suo canto vorrebbe avere anche dei suoi spazi e il conflitto e' li' in agguato! quando intervengo se non sono sicura di come sono andate le cose come mi comporto? per esempio se litigano per un gioco do loro due minuti di tempo per chiarirsi se no lo tolgo di mezzo e ... "niente gioco per nessuno dei due! se non ci sapete giocare insieme non ci giocate neanche da soli..." arrivano subito scuse e un bel "dai facciamo insieme..." ma non sempre si la la lucidita', l'energia, la forza di essere una mammachesafartutto e quindi a volte ci sono ingiustizie che ricadono sulla grande perche' lei e' grande e lui invece e' un piccoletto... quanti sensi di colpa poi... purtroppo nessuno e' perfetto! e poi ti rendi conto che tutto sommato sei cresciuta anche con una sorella piu' grande che e' solo una grandissima ricchezza!

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Barbara Tamborini

Barbara Tamborini, psicopedagogista, autrice di libri sull'educazione. Ha 4 figli.

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