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Il ciclo della vita: un elogio alla lentezza

A volte ho molta voglia di parlare con i miei figli, raccontare, spiegare, esplorare... Non sempre ne hanno anche loro e viceversa: «Mamma guarda questa carta, ti spiego i suoi poteri… come si gioca… ti faccio vedere tutta la collezione e ti spiego le differenze…» e partono delle storie infinite dove fatico ad orientarmi. Abbiamo interessi diversi e per intenderci dobbiamo  trovare una base comune da cui partire, un piano dove le parole prendono forma e tutti siamo coinvolti e partecipi nella discussione.

     Quel momento arriva così, quasi all’improvviso ed è importante non sprecarlo. Mi riempie di entusiasmo vedere la bellezza  dei pensieri dei bambini, i collegamenti, le paure, le curiosità… Ci sono poi mezzi che facilitano la creazione di quest’incontro. La marcia dei Pinguini (Francia, 2005, durata 80’ ca.) e Il mondo dei fenicotteri rosa (Usa-Gran Bretagna, 2008, durata 75 ca.) sono stati per noi due occasioni importanti per parlare del ciclo della vita: l’attesa dei piccoli, la nascita, la lotta per la sopravvivenza, il diventare adulti, le minacce, la morte. I due documentari offrono infiniti spunti per parlare insieme con i bambini, accendono domande e pensieri profondi. E poi hanno una particolarità, miscelano sapientemente due ingredienti: la meraviglia delle immagini, piene di colori, coreografie, suoni della natura e la lentezza. Molti bambini istintivamente non reggono il ritmo del racconto. I tempi morti, in cui apparentemente non accade nulla sono molti e contrastano con quello che siamo abituati a vedere sugli schermi che ci circondano. Questi documentari sono indicati per bambini dai 5 anni in su. Anche per noi grandi all’inizio non è semplice sederci e vederli con loro, ma se ci lasciamo coinvolgere dalle immagini, ne restiamo incantati. Vedere il documentario al cinema è un’esperienza ancora più grandiosa. I nostri figli ci hanno sommerso di domande, sono rimasti sconvolti dalla crudeltà dei predatori, dal fatto che la morte nel regno animale è una minaccia quotidiana e i piccoli sono i più a rischio. «Ma poverini…» ci dicevano ogni volta che un piccolo veniva aggredito.

    Un’avvertenza: ci sono scene che possono spaventare i più piccoli (es. la foca che aggredisce i pinguini), meglio se individuate prima la sequenza così da poterli preparare e ed essere loro vicini. La contemplazione della natura e dei suoi piccoli capolavori va educata e coltivarla in famiglia discutendo del ciclo della vita, allarga gli orizzonti. Se vi sentite pronti per un salto ancora più azzardato gustatevi anche Microcosmos, il popolo dell’erba (Stati Uniti, 1996, durata 73’) e Genesis, tutte le storie hanno un inizio (Francia-Italia, 2004, durata 80’), altri due capolavori che mostrano la natura che ci circonda.

     Sperimentare la noia fa parte di questa esperienza, l’importante è non arrendersi subito. Fatemi sapere se avete visto con i vostri figli qualcuno di questi documentari o altri che vi sono piaciuti. Raccontatemi i dialoghi emersi con i vostri figli, quali domande vi hanno fatto? Come hanno reagito al ritmo del racconto? Cosa avete provato voi? Buona visione.

Pubblicato il 17 novembre 2010 - Commenti (0)

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Barbara Tamborini

Barbara Tamborini, psicopedagogista, autrice di libri sull'educazione. Ha 4 figli.

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