27
ott

Gelsomina e la figlia hanno bisogno di noi

GELSOMINA, 48 anni, tecnico di laboratorio part-time in una ditta di cosmetici. Dopo una dolorosa separazione dal marito, vive in un modesto alloggio in affitto con i due figli di 10 e 13 anni. La grave preoccupazione che angustia la donna è lo stato della figlia minore, nata con una malformazione cerebrale e rimasta, fisicamente e mentalmente, una bimba di otto mesi. La piccola respira grazie a un ventilatore meccanico e va assistita fin nei più semplici atti quotidiani della vita. La difficile situazione di Gelsomina si è aggravata da quando il Centro di degenza diurna con scuola interna speciale che seguiva la bambina non ha più i requisiti socio-sanitari per continuare a tenerla. Il Comune di residenza interviene mensilmente sul caso con un contributo economico, che però non riesce a coprire i costi dell’assistenza domiciliare alla bambina da parte di personale infermieristico competente. Diamole una mano!

Pubblicato il 27 ottobre 2010 - Commenti (0)
20
ott

Francesco, la malattia e il dramma del figlio

FRANCESCO, 41 anni, sposato e padre di due bambini di 5 e 7 anni. Affetto da cirrosi epatica con malformazioni delle vie biliari, è stato sottoposto ad intervento chirurgico per perforazione dell’intestino tenue. La malattia ha raggiunto uno stadio critico e i medici gli hanno, però,  escluso la possibilità di effettuare il trapianto del fegato. Da un paio d'anni in famiglia è subentrata anche l’incognita della salute del figlio minore. Il bambino, colpito da rara malattia genetica tuttora in via di identificazione, richiede continui viaggi verso strutture specializzate con spese non indifferenti. Il disagio economico in cui il padre già si dibatteva si è fatto ancor più gravoso. Francesco, semplice operaio in cassa integrazione, causa l'esiguità del reddito, ha dovuto ricorrere spesso ad anticipi sulla paga per curarsi e anche per salvaguardare l'uso dell'abitazione. Ora non ha più mezzi per affrontare la situazione creatasi ed ha estremo bisogno d’essere aiutato.

Pubblicato il 20 ottobre 2010 - Commenti (0)
13
ott

Elena, una madre coraggiosa senza lavoro

ELENA, 38 anni, ha tre figli: un bambino di 5 anni e due ragazze di 16 e 18 anni che studiano ancora. Si è separata dal marito dopo anni di bugie, soprusi e maltrattamenti sopportati pazientemente sperando, per amore dei figli, in un ravvedimento dell’uomo. Adesso è sola e deve provvedere a tutto. L’ex-marito da tempo non versa il contributo mensile che per legge deve a lei e ai figli. La donna, che occupava un posto di commessa presso il mercato rionale del suo paese, ha perso anche il lavoro e si è dovuta indebitare per pagare affitto e utenze di casa. Tuttavia la più grande pena che oggi la affligge è la conferma circa la malattia di entrambe le figlie, risultate affette da epilessia e disturbo da attacchi di panico. Le ragazze necessitano di visite e terapie specialistiche che la madre non è in grado di assicurare loro. Elena ha bisogno di aiuto ma, soprattutto, spera di riuscire a trovare un lavoro per poter garantire così alla famiglia il diritto di vivere un’esistenza il più normale possibile.

Pubblicato il 13 ottobre 2010 - Commenti (0)
07
ott

Cira e lo sfratto dall'alloggio popolare

CIRA è una donna di 55 anni molto provata dalla vita a causa della salute. Già sottoposta a mastectomia, presenta tiroidite cronica nodulare, mentre il diabete le ha compromesso la vista. Il marito, sessantenne, è da sempre occupato in lavori precari e senza contributi. La situazione familiare di Cira si è maggiormente complicata allo stabilirsi in casa sua della nuora con i suoi due nipotini di 6 e 4 anni e del figlio che ha perso il lavoro; questi, suo malgrado, da mesi non riesce a trovare che occupazioni precarie. L’unica entrata sicura è la pensione d'invalidità di Cira, insufficiente per vivere e pagare le utenze di casa. Adesso, per morosità nel pagamento di utenze e affitto, incombe anche lo sfratto esecutivo dall'alloggio popolare dove vivono. La tragica condizione della famiglia di Cira ci viene segnalata dal suo parroco, pastore quotidianamente interpellato dai numerosissimi casi di povertà presenti nella zona.

Pubblicato il 07 ottobre 2010 - Commenti (0)

Associazione don Zilli

Chi volesse intervenire a favore di questo caso e di altre attività benefiche e culturali, che non possono essere segnalate singolarmente, mandi le sue offerte servendosi del c/c postale. n. 14365209, intestato a: Associazione don Giuseppe Zilli - Onlus - Il caso della settimana - Via Giotto 36 - 20145 Milano, oppure del c/c bancario IBAN: IT54 I030 6909 515 10000000 7890  presso Banca Intesa Sanpaolo spa, o utilizzando la Carta di Credito entrando nell' area donazioni del sito dell'associazione Don Zilli all'Associazione don Giuseppe Zilli onlus, oppure comunicare il numero della Carta di Credito e la data di scadenza telefonicamente 02.480.120.40, o con posta elettronica donzilli@stpauls.it ricordando di indicare la causale del versamento. Tutte le offerte vengono devolute in beneficenza, e comunque per fini propri dell’Associazione, in base alle indicazioni dei contribuenti e alle reali necessità, accuratamente controllate, dei casi proposti. Le richieste di aiuto, documentate, devono essere presentate per iscritto all’Associazione don Giuseppe Zilli - Via Giotto 36 - 20145 Milano - tel. 02/480.120.40. La loro pubblicazione viene decisa, a discrezione dell’Associazione, solo dopo i necessari riscontri.

Ogni erogazione liberale a favore delle attività dell'Associazione Don Giuseppe Zilli onlus è fiscalmente deducibili ai sensi dell'art.13 del D.Lgs. 4/12/1997 n.460 e dell'art.14 Capo VIII del D.Lgs. 14/03/2005 n.35.

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