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Lorena, una figlia e un calvario di sofferenze

LORENA, 46 anni. E’ separata perché il marito non è mai riuscito ad accettare la loro unica figlia colpita alla nascita da paralisi cerebrale, tetraparesi spastica e una grave forma di epilessia. La bambina, che oggi ha 4 anni, è stata affidata alla madre, con l'obbligo al padre di corrisponderle l'assegno mensile di mantenimento. L'uomo, nonostante le ripetute denunce di Lorena, non ha mai adempiuto al suo impegno e per madre e figlia gli anni trascorsi sono stati un calvario di sofferenze e precarietà. Ora, con la crescita della bimba si è aggravato anche il disagio dell’abitazione: un mini alloggio situato al quarto piano e senza ascensore. La donna, che sopravvive col reddito da lavoro part-time in un panificio, tutti i giorni deve salire e scendere i quattro piani di scale con la bambina in braccio. L’istallazione di un elevatore consentirebbe a entrambe di condurre una vita “quasi normale", ma Lorena da sola non è in grado di affrontarne i costi, e per questo chiede un nostro intervento solidale.

Pubblicato il 25 gennaio 2011 - Commenti (0)
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Una mano a Ermanno e alla sua famiglia

ERMANNO, 50 anni, conduce con la moglie e un figlio di 7 anni, una vita di stenti a causa della salute malferma e della persistente precarietà che lo affligge. L’uomo è disoccupato dal 2009 per mancato rinnovo del contratto come collaboratore scolastico. Soffre di diverse patologie debilitanti, quali ipoacusia neurosensoriale e deficit respiratorio ostruttivo, ma è disposto a fare qualsiasi cosa per assicurare onestamente il pane ai suoi cari. Attualmente le sue entrate sono limitate a lavori occasionali che lui o la moglie riescono a trovare. Ora la situazione è al limite della sopravvivenza e sta compromettendo lo stato di salute psichico dell’uomo, preoccupato di come far fronte a tutte le necessità e scadenze di casa. La famiglia di Ermanno ci viene raccomandata dal parroco con particolare sollecitudine in quanto meritevole di attenzione per evitare che finisca in mano a gente senza scrupoli.

Pubblicato il 19 gennaio 2011 - Commenti (0)
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Orlando e un'unica entrata di 250 euro mensili

ORLANDO, 50 anni, ha moglie e due figli di 10 e 14 anni. Non ha mai avuto un posto di lavoro sicuro ma, pur svolgendo soltanto e sempre occupazioni diverse, riusciva a mandare avanti in qualche modo la sua famiglia. Da quando ha cominciato ad accusare gravi problemi di salute (ipertrofia prostatica, rettocolite ulcerosa e cervico disco artrosi) in breve tempo è stato dichiarato dai medici inabile al lavoro e poi di seguito riconosciuto invalido. La moglie, anche lei cagionevole di salute, fatica a procurarsi dei lavori retribuiti, così che la situazione in famiglia ora si presenta drammatica. L’unica entrata regolare è la pensione dell’invalidità di Orlando, di 250 euro mensili, somma irrisoria di fronte alle mille necessità quotidiane e alle esigenze dei figli in crescita. In particolare, l’uomo avrebbe estremo bisogno di cure specialistiche che però vengono dispensate in un centro lontano da casa sua e, per tutto l’aggravio di spese che trasferimento e il soggiorno comportano, non ha modo di sottoporsi ai trattamenti.

Pubblicato il 04 gennaio 2011 - Commenti (0)

Associazione don Zilli

Chi volesse intervenire a favore di questo caso e di altre attività benefiche e culturali, che non possono essere segnalate singolarmente, mandi le sue offerte servendosi del c/c postale. n. 14365209, intestato a: Associazione don Giuseppe Zilli - Onlus - Il caso della settimana - Via Giotto 36 - 20145 Milano, oppure del c/c bancario IBAN: IT54 I030 6909 515 10000000 7890  presso Banca Intesa Sanpaolo spa, o utilizzando la Carta di Credito entrando nell' area donazioni del sito dell'associazione Don Zilli all'Associazione don Giuseppe Zilli onlus, oppure comunicare il numero della Carta di Credito e la data di scadenza telefonicamente 02.480.120.40, o con posta elettronica donzilli@stpauls.it ricordando di indicare la causale del versamento. Tutte le offerte vengono devolute in beneficenza, e comunque per fini propri dell’Associazione, in base alle indicazioni dei contribuenti e alle reali necessità, accuratamente controllate, dei casi proposti. Le richieste di aiuto, documentate, devono essere presentate per iscritto all’Associazione don Giuseppe Zilli - Via Giotto 36 - 20145 Milano - tel. 02/480.120.40. La loro pubblicazione viene decisa, a discrezione dell’Associazione, solo dopo i necessari riscontri.

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