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La Chiesa non ci ha ascoltati

In questo momento della mia vita, ho perso la bussola che mi conduce a Dio. Ma la mia “fame” di Cristo si fa sempre più acuta. Nonostante abbia avuto una buona educazione familiare e frequentato una scuola religiosa, la mia fede è sempre stata superficiale. Diciassette anni fa, sono rimasta sconvolta dalla perdita del mio unico fratello, che amavo tantissimo. In parrocchia avevo trovato conforto in un giovane parroco, che era diventato una guida non solo per me ma per tutto il quartiere della parrocchia. Col suo entusiasmo, la sua vitalità e il suo amore per Cristo, era riuscito a creare ciò che nessuno, in quarant’anni, aveva mai saputo fare. Poi, all’improvviso, ci è stato strappato e trasferito in un’altra parrocchia. «Per volere di Dio», ci è stato detto. Abbiamo sofferto. E anche lottato per trattenerlo, ma la Chiesa è rimasta sorda ai nostri appelli. Ora, mi ritrovo persa. E come me tanti altri. So che bisogna guardare a Dio e non all’uomo. Sbaglio se mi ritrovo a rimpiangerlo? 

                                                                                                                          Maddalena

La vita, anche quella della parrocchia, porta spesso a cambiamenti e a distacchi, talora dolorosi. Ma vivere di rimpianti o risentimenti, non aiuta a crescere e star bene. Un parroco mette in conto che il suo vescovo possa chiedergli di cambiare sede o di svolgere un altro servizio nella Chiesa. Non si tratta di rimozioni, tanto meno di punizioni. Almeno in situazioni normali. Il “volere di Dio” non sempre è comprensibile nell’immediato. Né facile da accettare. Ma certi distacchi, oggi, sono più facilmente colmabili. Ci sono più possibilità di comunicazione, anche a distanza. Ammesso, appunto, che questo sia il vero problema.

Pubblicato il 01 marzo 2012 - Commenti (6)

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Postato da martinporres il 08/03/2012 03:43

PRIMA LETTURA (Ger 17,5-10) Maledetto chi confida nell’uomo; benedetto chi confida nel Signore. Dal libro del profeta GeremìaCosì dice il Signore: «Maledetto l’uomo che confida nell’uomo,e pone nella carne il suo sostegno, allontanando il suo cuore dal Signore.Sarà come un tamerisco nella steppa; non vedrà venire il bene,dimorerà in luoghi aridi nel deserto, in una terra di salsedine, dove nessuno può vivere. Benedetto l’uomo che confida nel Signoree il Signore è la sua fiducia. È come un albero piantato lungo un corso d’acqua, verso la corrente stende le radici;non teme quando viene il caldo, le sue foglie rimangono verdi,nell’anno della siccità non si dà pena, non smette di produrre frutti.Niente è più infido del cuore e difficilmente guarisce!Chi lo può conoscere?Io, il Signore, scruto la mente e saggio i cuori,per dare a ciascuno secondo la sua condotta, secondo il frutto delle sue azioni».

Postato da cassandralogos il 02/03/2012 19:12

Il problema è che spesso gli spostamenti nascono da considerazioni poco edificanti.... Dovremmo stare attenti a ricondurre alla volontà del il Signore cose che sono molto terra-terra. A volte potremmo rischiare di nominare "invano" il nome di Dio....

Postato da Andrea Annibale il 02/03/2012 13:46

Auguriamoci innanzitutto che il sacerdote trasferito sia lui ad essere felice nella gioia di Cristo Signore. L’essere umano è un coacervo di bisogni complessi: di felicità, di dazione di senso alla vita, di amore, di senso religioso o quantomeno morale. Gesù ha detto che c’è più gioia nel dare che nel ricevere. Forse il punto centrale per valutare la volontà di Dio rispetto al trasferimento di un sacerdote da una sede ad un'altra è quello di prendere seriamente in considerazione proprio i bisogni più profondi di quel sacerdote trasferito e cercare di renderli compatibili con le esigenze organizzative e pastorali della Chiesa. Dare più che ricevere diventa allora un mettere al primo posto la felicità, la realizzazione umana e religiosa del sacerdote trasferito più che le proprie esigenze individuali e, talora, egoiste. Non facciamo mancare le nostre preghiere per la Chiesa e per i sacerdoti trasferiti perché, nella nuova destinazione, realizzino più pienamente i bisogni di Cristo e della Sua Chiesa. Cristo ha anche detto: “chi vuol venire dietro a me … prenda la sua croce e mi segua”. Perciò, il senso di vuoto per il distacco da un sacerdote cui si è affezionati è portare questa croce, pregando, digiunando e sperando sempre di fare noi stessi la volontà di Dio. Dio ci ricompenserà e compenserà la penitenza e la contrizione del nostro cuore con grazie insperate. Facebook: Andrea Annibale Chiodi; Twitter:@AAnnibale.

Postato da piemme49 il 02/03/2012 10:26

Nella nostra parrocchia abbiamo vissuto la stessa esperienza. Nel 1996 un giovane sacerdote che tanto entusiasmo aveva saputo creato sopratutto tra gli adolescenti e i ragazzi, improvvisamente è stato assegnato come parroco in un paesino di montagna. Abbiamo cercato in tutti i modi di farlo restare con noi ed anche a noi è stato risposto che "per volere di Dio" altri avevano bisogno del suo ministero. Dopo dieci anni, nel 2006, gli imperscrutabili disegni della Divina Provvidenza, però, ce lo hanno restituito come parroco! E' tornato tra noi arricchito dell'esperienza di parroco già vissuta in un'altra parrocchia e ha ridato linfa e vitalità alla nostra comunità. Questa esperienza ci ha insegnato molto. Per cui cara Maddalena, metti anche questa prova nella mani di Dio e vedrai che, sicuramente, saprà ricompensarti.

Postato da martinporres il 02/03/2012 02:10

La fede cristiana differisce dalla fede in una persona umana.

Postato da masperi.umberto@yahoo.it il 01/03/2012 19:12

Gentile Signora Maddalena, non sbaglia affatto: è l'esperienza cristiana, nella sua genuinità ( mane nobiscum,iam vesperascit; rimani con noi, si fa sera,rimani con noi,ne abbiamo bisogno). Poi si allontana, rimane "dentro" di noi: il suo insegnamento,la sua testimonianza. Scatta lo specifico del cristiano: continuare noi con gli altri ( il prossimo oltre il nostro "io"): di nuovo "entusiasmo",di nuovo "riuscire a creare ciò che ..."

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Don Sciortino

Don Antonio Sciortino è il direttore responsabile di Famiglia Cristiana. In questo blog affronterà le tematiche riguardanti la famiglia e le questioni sociali, dalla disoccupazione, all'immigrazione all’impegno dei cristiani.

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