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Non assolvo chi non paga le tasse

La Chiesa ci ricorda sempre che bisogna «dare a Dio quel che è di Dio e a Cesare quel che è di Cesare». Evadere le tasse è peccato. È contro il sesto comandamento: «Non rubare». D’accordo, ma la Rai non è Cesare! E quel tributo che ci chiede, cioè il canone televisivo, non mi pare giustificato dal servizio pubblico che ci offre. La Rai è solo preoccupata di foraggiare, coi nostri soldi, volgarità e “telepredicatori” dell’ultima ora. Mi auguro che lo sproloquio cui ho assistito a Sanremo sia davvero l’ultimo. Intanto, il canone io non l’ho pagato. Ho rubato? Ho fatto peccato? Don Antonio, se vuole mi assolva... ma io non mi pento.

Cataldo da Taranto


Ho quarantacinque anni, non sono bigotta e neanche una santa. Fino a un anno fa, trovavo giusto pagare il canone Rai. Ma dopo il Festival di Sanremo sono schifata. Siamo arrivati al peggio. Stendiamo un pietoso velo sull’esibizione di Celentano all’Ariston, ma anche sulle tante volgarità e parolacce dei comici. Vorrei proporle una campagna per non pagare più il canone della Tv. La Rai meriterebbe davvero una simile protesta!
 Michela G.

Due no secchi a queste lettere. Non posso assolvere Cataldo dal non aver pagato il canone Rai. Tanto meno dare seguito alla proposta di Michela per una campagna contro il canone della Tv. Le tasse vanno sempre pagate. Su questo non può esserci alcun cedimento, né giustificazioni per gli evasori. È il contributo che ciascuno deve dare in vista del bene comune e di servizi necessari ai cittadini, soprattutto per i meno abbienti. Più che un obbligo, è una questione di giustizia sociale. Detto ciò, però, il peso del fisco dev’essere equo. Oggi, il divario tra il salario degli impiegati e i superstipendi di manager pubblici è davvero scandaloso. La media degli stipendi italiani è la più bassa tra i Paesi europei (Grecia inclusa), mentre le retribuzioni dei burocrati sono le più alte al mondo. Credo sia giusto battersi perché le tasse siano più eque e perché gravino maggiormente sui più ricchi. A questi un maggior prelievo non cambia la vita, ai poveri sì. E, soprattutto, i cittadini devono essere più vigili e severi nel controllo dell’uso che si fa dei soldi pubblici. Spesso, sono lesinati alle famiglie con figli, ma poi si sprecano in privilegi, favoritismi, false consulenze, festival sanremesi delle parolacce e volgarità, programmi insulsi e dispendiosi delle reti pubbliche... Ci vuole più rigore, a ogni livello.

Pubblicato il 07 marzo 2012 - Commenti (16)

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Postato da luciocroce il 11/03/2012 18:22

L''opinione, da sempre diffusa in questo Paese, è quella secondo cui l'evasione fiscale, se non giustificabile, è comunque da comprendere; perchè dovremmo pagare? Per mantenere in vita tante realtà parassitarie? Per favorire il ladrocinio del danaro pubblico? Se evadiamo - è il discorso degli evasori e di quelli che li giustificano - non facciamo altro che esercitare una legittima difesa!. A me non pare che si possa giustificare l'evasione, neanche tirando in ballo le inefficienze pubbliche e le malversazioni del pubblico danaro : se accettassimo una tale impostazione, ognuno di noi riuscirebbe sempre a scovare una qualche motivazione per evitare di adempiere i suoi doveri, fiscali o di altra natura; la tradizionale, italica carenza di virtù civiche ne trarrebbe ulteriore alimento; e, in proposito, trovo incomprensibile che l'etica cattolica si mostri particolarmente rigida per quanto attiene alle problematiche attinenti la sfera sessuale, ad esempio, e confortevolmente elastica per quanto riguarda quelle concerneenti altre questioni etiche, in particolare quella fiscale. Ma come si fa a giustificare, anche solo parzialmente, un fenomeno così grave quale è l'abnorme evasione fiscale italiana, che non ha eguali tra i paesi occidentali, eccetto la Grecia, e che fa sì che - ed è questo il nocciolo della questione - molti debbano pagare troppo perchè molti pagano troppo poco o addirittura nulla? E poi, se sprechi, disfunzioni e irresponsabilità sono diffusi nella sfera pubblica, i cittadini, che in una democrazia possono partecipare alla vita politica e almeno in parte influenzarla, non hanno alcuna colpa di questa situazione?

Postato da giogo il 11/03/2012 18:19

Amico Dor 55...nessuna zappa nei piedi(infatti cammino benissimo) che come dici tu su 99 volte 20 hai criticato il B.?? ma direi velatamente, parlando di malapolitica in generale degli ultimi 30 anni ecc. facendo come si suol dire "di tutta un'erba un fascio", ecco chi vuol criticare non deve intorbidire le acque immodochè qualcuno capisca e tutti gli altri rimangano...confusi del discorso poco trasparente e generalizzato, con questo non voglio salvare tutti, ma certo qualcuno di onesto pure ci sarà, una cosa per me è certa (parlo di esperienza vissuta...da parecchio) una porcheria di politica in Italia come con il sultano al potere NON SI ERA MAI VISTA. Saluti

Postato da Kalliopes il 11/03/2012 08:31

Sono d'accordo, il canone è una tassa "sprecata" a causa dell'infima qualità offerta dalle tre reti (con rare eccezioni per rai3). Tuttavia, invece di lamentarci (e _NON SOLO_ della tassa-canone che è magari la più bassa ma di _tutto_ il sistema fiscale in Italia, in cui la tanto decantata EQUITA' si smarrisce..) dovremmo ricordarci (e.. _esserci ricordati_.. nel passato! infatti è per manchevolezza dei più!) del nostro dissenso e della nostra indignazione in cabina elettorale, evitando di dare il voto e/o in genere assensi ad una classe politico-dirigenziale non solo inetta ma ingorda e intrallazzata col malaffare. Cosa che in genere i cattolici non fanno, sostenendo - alte sfere ecclesiastiche comprese - chi del malaffare e dell'indegnità morale ha fatto il proprio vessillo addirittura. Reagire all'ingiustizia commettendone un'altra, che grava in maniera _asfissiante_ sugli onesti che le tasse le pagano e le pagano tutte, è a sua volta un'ingiustizia. Anzi, ed è bene che don Sciortino l'abbia ricordato - a differenza purtroppo di molti cattolici e molti sacerdoti -, _un peccato_grave. Un rubare a chi (anche dei pochi spiccioli salvati dall'arraffa-arraffa) ha bisogno senza ripagarli abbondantemente in più in tasse (che paga perché onesto).

Postato da Andrea Annibale il 10/03/2012 01:05

Mi sono domandato se l’evasione fiscale sia peccato mortale. Come ricorda il Catechismo della Chiesa Cattolica al numero 1857 citando Giovanni Paolo II “È peccato mortale quello che ha per oggetto una materia grave e che, inoltre, viene commesso con piena consapevolezza e deliberato consenso”. Vorrei soffermarmi sul requisito della materia grave. A mio avviso, non c’è materia grave se il peccato di evasione fiscale è episodico, mentre c’è materia grave se il peccato è abituale. Tuttavia, anche l’entità dell’importo dovrebbe essere rilevante. Certamente il “dare a Dio” richiama una categoria di peccati più seri, ma è precetto evangelico anche il “dare a Cesare, quello che è di Cesare”. Si può vivere da buoni cristiani ed onesti cittadini come diceva don Bosco, ma solo se, come dicevo, l’evasione fiscale è episodica, nel contesto di una vita abitualmente onesta. Facebook: Andrea Annibale Chiodi; Twitter: @AAnnibale.

Postato da DOR1955 il 09/03/2012 17:32

Caro giogo, credo proprio che ti sei tirata "la zappa sui piedi". Famiglia Cristiana ha pubblicato, dal 20/01/2011, novantanove (99) miei commenti e, siccome tengo tutti i testi (che se vuoi te li posso inviare), in almeno 20 occasioni ho criticato, e a volte anche pesantemente, l'operato di Berlusconi, il suo governicchio, i suoi lacchè, il suo "bunga bunga", la sua politica scellerata, le false promesse e in special modo le sue manovre fatte solo di tasse e nessun sostegno alle famiglie e alle fasce deboli, tema caro (e che spero continui con vigore) a Famiglia Cristiana. Mi spiace questo 20 a X (cioè quante volte hai attaccato pubblicamente Berlusconi & C.), ma te la sei cercata!

Postato da FrancescoC il 09/03/2012 17:23

Non sono d'accordo con Don Sciortino. Primo: è lecito per i cittadini chiedersi se è giusto pagare le tasse quando queste sono mal spese dall'erario che le dissipa in malo modo come del resto è avvenuto negli ultimi 30 anni di governi assistenzialisti. Nel caso della RAI poi nausea l'idea di mantenere un carrozzone di personaggi ambigui e autoreferenziali che parlano e si comportano da ragazzini e solitamente guardacaso sono parenti di Politici. Secondo: Assolvere in questo caso lo trovo fuori luogo..quando il don è nel confessionale assolve..non commentando delle opinioni di cittadini liberi commettendo una sorta di sottile insinuazione di peccato che è tutto da dimostrare e in ogni caso ritengo giusta una sana pluralità nell'esporre idee condivisibili o no. Per cui prego dica "non sono d'accordo".. grazie lo trovo più corretto e più chiaro. Saluti Francesco C

Postato da folgore il 09/03/2012 13:21

Vedi Liberoleo, una bella polemica contro il Berlusconi non si nega mai. Mi piacerebbe che il don Sciortino desse un suo parere anche su tutti quei suicidi di imprenditori per la crisi. Sui problemi sorti con Equitalia in tante Regioni. Sugli imprenditori che vanno in malora perché lo Stato non paga i suoi crediti. Avrò mai una risposta?

Postato da giusgott il 09/03/2012 01:02

Io mi sforzo tutti i giorni di non giudicare né i ladri né gli onesti, né gli assassini né i buoni perché ne ho pieno l'inverno di sopportare me stesso.

Postato da giogo il 08/03/2012 18:48

Per DOR e libero leo...la solita scalata agli specchi, ma come mai quando c'era il bunga governo (che ci stava conducendo verso la Grecia) di questi argomenti non ne parlavate??? Sensibilità cristiane?? Però per Monti...sotto sotto...dai e dai...ma con circospezione..senza darlo molto a capire si vuole riportare il Paese "agli antichi splendori" del governo delle cricche-divora Paese?? vi auguro un ponderato ....ripensamento. Saluti

Postato da masperi.umberto@yahoo.it il 08/03/2012 17:49

Chi non paga le tasse (canone compreso) è semplicemente un disonesto ( o un furbo disonesto, come in alta percentuale in certe parti d'Italia,non siamo ingenui); chi impone tasse troppo elevate o utilizzate male,peggio se sprecate ( in casu lo stato italiano, ossia gli uomini di pòotere,uomini politici,uomini che ci governano) è semplicemente un ladro. Attendo sempre un'enciclica su questi tipi di problemi, con chiarezza, e non (in tema di uomini politici) con toni soft alla PRIMA MANIERA del card.Bagnasco.

Postato da DOR1955 il 08/03/2012 16:37

Egregio vdiste 1939, se per "maleducati" intende i 46 parlamentari del PDL che vogliono sfiduciare Riccardi ha perfettamente ragione; se si riferisce al mio commento la invito a rileggerlo attentamente. Quando si indica la luna, non si deve guardare il "dito"!

Postato da degrel0 il 08/03/2012 16:15

Giustissimo dare a Cesare quello che è di Cesare ma cosa penserebbe il Redentore di un sistema fiscale come quello italiano?E siamo certi che ci direbbe di pagare il canone Rai quando in alcune trasmissioni si dileggia al Sua Chiesa?

Postato da viaggiatore il 08/03/2012 10:31

Mi permetto di fare osservare che Cristo ha sì rifiutato di mettersi a capo del movimento dei malcontenti ma non ha certo sorvolato sul problema della vita terrena dando infatti ben precise indicazioni su come modificare il proprio comportamneto personale sia per ottenere il Regno dei Cieli ma per creare il Regno di Dio sulla terra. Teoria "semplice" ( si fa per dire, naturalmente) ma applicazione "pratica" ( nei problemi di ogni giorno) umanamente sconvolgente... cordiali saluti

Postato da vdiste1939 il 08/03/2012 07:35

le tasse e le imposte si pagano. il controllo dei cittadini avviene in cabina elettorale, se molti, troppi cristiani mandano al governo berlusconi e la sua cricca poi non si lagnino. il governo monti, per rispondere a DOR non ha la bacchetta magica, anzi è vincolato dal parlamento che non vuole le vere riforme. sono molto sfiduciato, non tanto per il governo ma per la maleducazione, in tutti i sensi e in tutti i campi degli italiani

Postato da Libero Leo il 08/03/2012 01:02

Don Sciortino ha scritto: “Le tasse vanno sempre pagate.... Detto ciò, però, il peso del fisco dev’essere equo.”. Ciò è ineccepibile, specie quando si presuppone che il sistema fiscale sia equo e giusto, e non si conosce il sistema fiscale italiano. Forse sarebbe più opportuno invertire le affermazioni: “Primo: il fisco deve essere equo. Secondo: le tasse vanno sempre pagate”. Ma vediamo alcuni casi concreti del nostro sistema fiscale. Può capitare che un’azienda senza reddito sia costretta a pagare le imposte; e che, pagando le imposte, rischi di dover licenziare e chiudere. Deve assolutamente pagare le tasse? Può capitare che un’azienda, in base al codice civile abbia un reddito di 100 e che debba pagare il 30%; però interviene il fisco e dice: “non hai avuto un reddito di 100, ma di 300; perciò devi pagare 90". Anche in questo caso bisogna assolutamente pagare le tasse? Può capitare che due persone con lo stesso reddito abbiano mille euro all’anno oltre il necessario. La prima li spende subito in divertimenti, viaggi, ecc.; la seconda, conducendo una vita sobria, li risparmia e li fa fruttare. Dopo trenta anni di lavoro, la prima non ha nulla oltre che la modesta pensione; la seconda ha messo da parte un certo capitale per dare maggiore sicurezza alla sua famiglia. Forse non si sa, ma il fisco l’ha costretta a pagare il triplo di imposte rispetto alla prima persona. Inoltre, la prima, considerata povera e bisognosa, viene premiata con sussidi statali o esenzioni di imposte; la seconda, considerata ricca e sfruttatrice, oltre ad aver pagato il triplo di imposte pur con lo stesso reddito, viene ulteriormente colpita da una imposta patrimoniale. E’ giusto ed equo un sistema fiscale di tal fatta? Un sistema fiscale che favorisce enormemente il consumismo e colpisce pesantemente la sobrietà e la famiglia? E’ giusto pagare le tasse anche in presenza di questo sistema fiscale?

Postato da DOR1955 il 07/03/2012 16:17

Caro don Antonio, trovo giusto, come dice lei, “non assolvere” chi non paga le tasse, anche se queste, come nel caso del canone Rai, troppo spesso sono usate malissimo da persone che non meritano di occupare posti pubblici pagati "profumatamente". Trovo altresì giustissimo, e concordo pienamente, quando dice che "ci vuole più rigore, ad ogni livello". Però mi dovrebbe spiegare, realisticamente e non con "parabole", come possiamo noi, italiani qualunque, ottenere più "equità" (termine tanto caro a Monti - ma visti i risultati alquanto ambiguo), coesione sociale, crescita, quando, ad esempio, i controllori sono i controllati, quando chi legifera si autoprotegge, quando cittadini indignati chiedono giustizia e ricevono "manganellate" vere o metaforiche (e non c'entra la TAV). Caro don Antonio, lei pensa veramente che questo governo riuscirà a cambiare il malcostume prevalentemente italiano (dati confermati da indagini compiuti da istituti di ricerca a livello mondiale) del malaffare, della corruzione, dell’evasione fiscale, dei favoritismi, delle mafie, dei nepotismi e via dicendo?. Perché se lo crede, mi permetto di dirle, e spero non si offenda, o è un “ingenuo”, oppure ha tanta FEDE nello Spirito Santo. L’unico che, secondo il mio modestissimo parere, può riuscire a cambiare questo paese (anzi, chi “sottomette” a se questo paese).

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Don Antonio Sciortino è il direttore responsabile di Famiglia Cristiana. In questo blog affronterà le tematiche riguardanti la famiglia e le questioni sociali, dalla disoccupazione, all'immigrazione all’impegno dei cristiani.

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