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Sobrietà o povertà?

Quella “mamma in difficoltà” che le ha chiesto l’abbonamento a Famiglia Cristiana, non ha nulla da vergognarsi. Vorrei dire alla signora che, per il suo ragazzo, la privazione di un film per mancanza di soldi potrebbe essere un’occasione di crescita. Sono le difficoltà che aiutano a maturare. Un film non è essenziale. Si vede che suo figlio è stato bene educato. Non ha esigenze e non ha protestato. Lei, invece, nella sua risposta, ha gettato sale sulla ferita. Ha fatto sentire vittima la madre. Avrebbe dovuto dirle, con le parole di Gesù: «Beati i ragazzi che, con le privazioni, crescono forti e capaci di affrontare le difficoltà della vita».

                                                                                                                             Gaspare

Non confondiamo l’educazione a uno stile sobrio di vita con la privazione dei beni necessari per vivere. Sono cose ben differenti. Troppo comodo dire agli altri che i sacrifici aiutano a crescere più forti e a maturare meglio. Soprattutto se le parole provengono da case confortevoli, con tavole imbandite d’ogni ben di Dio. Forse, sarebbe bene condividere pesi e sacrifici. E, ancor più, distribuire ricchezza e benessere con più equità. Non stiamo parlando di lussi sfrenati o sperperi indecenti. Parliamo di qualche spicciolo per la visione di un film. Caro Gaspare, più che una predica, mi sarei aspettato un aiuto concreto per quel bambino. Come hanno fatto altri lettori. Con generosità e in silenzio.

Pubblicato il 23 novembre 2011 - Commenti (11)

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Postato da spark il 30/11/2011 11:27

Caro Giggio, tutta la mia solidarieta' a te a agli scopini delle multinazionali. Anch'io faccio parte di quei "coglioni" (cosi li defini in un impeto filiale, il Treccani della barzelletta) che non pensandola come lui, non l'hanno votato! Qesta e' la democrazia, in fondo per evitare tale epiteto bastava poco :arruolarci anche noi tra le truppe del partito dell'amore! In quanto agli inetti, basta vedere la nostra storia recente: quante persone con incarichi istituzionali e non si sono dimostrate atte ad essere definite con quell'aggetivo! Saluti, Osvaldo Bardelli.

Postato da mauropedevillano il 29/11/2011 19:56

Buonasera, vede caro vice direttore, quelli come giggino, che altro non è che un anonimo, sono avvelenati, lo si legge dalle sue parole, dall'odio che la loro mentalità li induce ad avere contro coloro i quali non la pensano come loro. sconoscono la democrazia lo si capisce dal fatto che pensano che un eventuale elettore che ha fatto diversamente da loro deve pagare per eventuali colpe di chi ha governato grazie al loro voto. adesso io non credo affatto che Berlusconi abbia responsabilità per quanto accade all'Italia, ma anche se così fosse, per il solo fatto che giggino e i suoi rappresentanti politici sono stati lontani dal potere per alcuni anni ne sarebbe valsa la pena. a proposito credo che vi siate dimenticati di pubblicare un mio post, mentre non vi è parso vero di pubblicarne uno che mi dava contro anche offendendo. ma non importa. cordialmente Mauro Pedevillano Per giggino, per sua conoscenza questo inetto è responsabile commerciale per 2 regioni di una multinazionale nella quale a lei forse non farebbero fare neanche lo scopino, riguardo all'onestà ritengo che visto che mi firmo con nome e cognome posso ben dire che non HO NULLA DA TEMERE, giggino mi fa pensare che la stessa cosa non valga per lei.

Postato da dino avanzi il 29/11/2011 13:48

A proposito di don Verzè, non risulta che il Cardinale Montini, da arcivescivo di Milano, avesse di lui una grande opinione, ma poi li stesso don Verzè è diventato cosi "famoso" come mai?

Postato da giggio il 29/11/2011 12:44

x mauropedevillano. certamente nessuno sarà contento se il governo monti varerà misure lacrime e sangue. ma chi dobbiamo ringraziare per queste manovre? non certo monti che è stato scelto per salvare l'economia italiana. purtroppo lo dobbiamo a gente come lei che sicuramente in questi anni ha sempre dato fiducia a un... che ci ha portato alla rovina, che ha fatto solo i suoi interessi infischiandosene degli italiani. quindi primi di dare consigli a FC (che giustamente è stata severa, forse anche troppo, con prodi, e misurata con il nano indecente) faccia un serio esame di coscienza e capisca le sue colpe e cerchi di rimediare per il futuro. certo sarebbe bello se le misure che adotterà il governo monti fossero accollate a quelli che hanno sostenuto il governo berlusconi, formato da gente inetta, ma purtroppo questo non sarà possibile e anche gli onesti dovranno subirne le conseguenze

Postato da Masso il 28/11/2011 16:51

caro direttore, lo scandalo è il silenzio della gerarchia su Don Verzè. E sappiamo tutto cosa ha suggerito nostro Signore a chi è d'inciampo agli Ultimi e alle mamme in difficoltà.

Postato da mauropedevillano il 26/11/2011 19:11

A proposito di sobrietà o povertà, e di equa distribuzione della ricchezza, mi auguro che adesso questo settimanale soprattutto quello cartaceo continuerà a definire macelleria sociale l'eventuale reintroduzione dell'ICI sulla prima casa, l'aumento dell'IVA,e delle accise sulla benzina, e che cominciate a scrivere qualcosa sulle eventuali responsabilità del presidente Monti relativamente allo SPRED che non si abbassa, anzi, ai tassi di interessi sul debito pubblico che aumentano e sulle conseguenze che tutto questo avrà sulle nostre tasche. Insomma ci piacerebbe leggere la parolina magica " siamo indignati " a Voi tanto cara nei 3 anni e mezzo del governo Berlusconi, questo non per pura soddisfazione ma per una questione di equità e sobrietà visto che da quando si è insediato il governo Monti le cose sono peggiorate e Voi non vi siete indignati neanche una volta.

Risposta di: Fulvio Scaglione (vice direttore FC)

Caro Mauropedevillano,

Famiglia Cristiana non ha bisogno delle sue prediche per prendere posizione sui problemi della società italiana. Chiunque governi, sfogli pure le annate del periodo dei Governi Prodi. Quanto al fatto che che da quando si è insediato il Governo Monti le cose siano peggiorate... beh, cerchiamo di non dire sciocchezze. In ogni caso miglioreranno subito appena nominati i 12 sottosegretari in quota Pdl-Berlusconi.
Stia bene

Postato da Libero Leo il 26/11/2011 09:16

Don Sciortino scrive: "distribuire ricchezza e benessere con più equità". E' una gran bella frase. Ma in concreto cosa significa. Cosa si intende per ricchezza e benessere? Se ne considera solo l'aspetto materiale, cioè soldi ed agiatezza? In questi tempi siamo ancora influenzati, forse inconsapevolmente, da una cultura materialista. Perciò è naturale che ci si limiti a considerare solo il denaro e che, pertanto, si pensi di avere equità perfetta quando tutti abbiamo la stessa quantità di denaro. Ma è veramente così? Direi proprio di no. L'equità non dovrebbe riguardare solo la ricchezza ed il benessere materiale; ma anche altri elementi che contribuiscono alla felicità: intelligenza, simpatia, amicizie, bellezza, ecc.. Se ci limitiamo solo al denaro ci illudiamo di fare equità. In certi casi si potrebbe persino ottenere il contrario. Si dirà: ma allora è impossibile fare equità. Giusto, bisogna essere consapevoli che l'equità e la giustizia perfette non sono di questo mondo. Noi tentiamo, ed è giusto che tentiamo, di fare equità. Ma dobbiamo essere consapevoli che la nostra non è la vera ed assoluta equità, e che ciò che è equo per noi può non esserlo per altri. Perciò, anche quando ci indigniamo perchè vediamo una carenza di equità, facciamolo con un po' di sobrietà e senza incitare alla indignazione.

Postato da dino avanzi il 25/11/2011 06:21

Sobrietà valore sempre importante che deve permeare tutti gli aspetti della nostra vita: atteggiamenti, relazioni, modalità di comportamento. La sobrietà non va però confusa con un ecccesso di timidezza e una scarsa autostima.

Postato da eugenio.finocchio il 24/11/2011 22:12

Siamo già poveri, se dobbiamo continuare a mentenere questo status, pretendo un pizzico di sobrietà e, magari se hanno ancora un pò di spazio anche un pizzico di cristianità. Eugenio finocchio

Postato da DOR1955 il 24/11/2011 09:12

Purtroppo il "nostro mondo" è pieno dei "Gaspare" (niente di personale) di turno che, come fa capire giustamente Don Antonio, "predicano bene ma razzolano male". E questo brutto "andazzo" è praticato anche da tanti sedicenti cattolici che usano espressioni come quelle scritte da Gaspare o la tipica, "I soldi non sono niente, basta la salute". Per poi verificare che non solo hanno case confortevoli (e spesso più di una) e tavole imbandite ma anche macchine di lusso, barche, gioielli e quant'altro, ma, a sentir loro, fanno solo una vita "dignitosa". Purtroppo la parola, anzi il significato della parola condivisione è sconosciuta a molti e questo potrebbe essere comprensibile (non condivisibile) se a non metterla in pratica fossero atei, ma quando lo fanno i "cattolici" è pura ipocrisia ma sopratutto un tradimento del Vangelo e di Gesù. Essere Cristiani penso significhi, fra le varie altre cose, aiutare Gesù a "portare la croce"; oggi Gesù è il nostro fratello in difficoltà e se non lo aiutiamo, con gesti concreti, credo sia un essere cristiani a metà o molto meno. E comunque basterebbe praticare quanto indicato nel Vangelo di domenica 20 novembre (Matteo 25,31-46) per essere veri Cristiani. Pregare, pregare, pregare, pregare senza le opere (Lettera di Giacomo 14-26) è "opera morta". Pace e bene a tutti e che il periodo di Avvento serva a noi Cristiani per cominciare a praticare e vivere la Parola del Signore.

Postato da Andrea Annibale il 24/11/2011 00:40

Non sono sicuro che il mio commento sia del tutto pertinente con la lettera che si commenta. Ad ogni modo, a mio avviso, non si distingue mai abbastanza tra la povertà come dato oggettivo, reale direi contabile e le angosce umane che derivano dalla povertà, cioè la sofferenza psichica che la povertà provoca, dalla quale Dio ci può risollevare (Salmi, 33, 7). Per quanto attiene il primo profilo, l’unico di cui qui mi occupo, di fronte ad un mondo che dice che pecunia non olet, forse Gesù vuole ricordarci che spesso la ricompensa di opere ingiuste è il denaro. Infatti, in Luca leggiamo “guai a voi ricchi perché avete già la vostra consolazione”. Pecunia olet, dunque. A mio avviso, la ricchezza ingiusta colpisce anche l’erede in quanto l’A.T. dice espressamente in Esodo, 20, 5-6, “ … io, il Signore, sono il tuo Dio, un Dio geloso, che punisce la colpa dei padri nei figli fino alla terza e alla quarta generazione, per coloro che mi odiano ma che dimostra il suo favore fino a mille generazioni, per quelli che mi amano e osservano i miei comandi”. I poveri sono i depositari del Regno dei Cieli quando siano anche poveri di spirito, cioè quando abbiano accumulato tesori nei cieli come ha fatto il povero Lazzaro (Luca, 16, 19-31) il cui unico tesoro era appunto di amare Dio e di osservare i suoi comandi. E’ meglio vendere il grano dei granai (anziché accaparrarlo Proverbi, 11, 26 che porta maledizione e stoltezza per chi lo accumula, vedi, Luca 12, 18), prestare con generosità (tra i tanti, Matteo, 5, 42), donare come la vedova povera (Luca, 21, 3; si veda anche, fra i tanti, Tobia, 4, 10) e morire senza ingiusta ricchezza (Luca 19, 8), lasciando parte del patrimonio ai poveri (Zaccheo, infatti, disse “Ecco, Signore, io do la metà dei miei beni ai poveri; e se ho frodato qualcuno, restituisco quattro volte tanto”). Così, in qualche modo, anche la ricchezza ingiusta può essere “purificata”. Chi arricchisce davanti a Dio, la sua ricchezza è benedetta (sempre Luca, 12, 18). Cosa significa che dei poveri è il Regno dei Cieli? E’ un onore grandissimo che vale più di mille ricchezze. Sotto questo profilo troviamo accomunati poveri (Luca, 6, 20), poveri in spirito (Matteo, 5, 3) e perseguitati per causa della giustizia (Matteo, 5, 10). Il significato a mio avviso e che Gesù affida il suo Regno a coloro che sono giusti secondo il Vangelo e raramente questi soni i ricchi. Facebook: Andrea Annibale Chiodi; Twitter: @AAnnibale.

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Don Antonio Sciortino è il direttore responsabile di Famiglia Cristiana. In questo blog affronterà le tematiche riguardanti la famiglia e le questioni sociali, dalla disoccupazione, all'immigrazione all’impegno dei cristiani.

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