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apr

Il vento francescano sulla Chiesa

«Eppure, il vento soffia ancora....», intonava una bella canzone ecologista di Pierangelo Bertoli. In effetti, sta soffiando e forte sia nella Chiesa che nella politica italiana. È un vento francescano, che porta gesti e parole semplici e profonde, orientate alla sobrietà, alla credibilità e al rispetto del creato. Un vento che ci auguriamo continui a soffiare perché il cambiamento si consolidi ed entri nelle coscienze. Un cambiamento che parla anche il linguaggio della tenerezza che è, prevalentemente, declinato al femminile. Di qui l’auspicio che questo vento arrivi fino all’elezione di una donna al Quirinale, che abbia a cuore la libertà, lo Stato di diritto e la tutela dei diritti umani e civili, specie di chi è più fragile e vulnerabile.

Manlio R.

I gesti e le parole di papa Francesco ci stanno mettendo in crisi, perché ci richiamano il Vangelo da vivere nella sua radicalità. Quel Vangelo che, se anche l’abbiamo letto, non ispira certo i nostri comportamenti e stili di vita, che sono mondani e poco solidali. Forse, ne abbiamo scolorito le pagine più impegnative, quelle che ci scomodano e ci “comandano” di amare il prossimo e anche il nemico. È questo il comandamento fondamentale del cristianesimo. È da ciò che si riconoscono i seguaci di Gesù.

Una Chiesa povera e per i poveri non è un accessorio per la nostra fede, ma ne è il cuore. Ce ne dà ampia testimonianza papa Francesco, con il suo stile umile e semplice. Per la prima volta, quest’anno, la Messa del Giovedì Santo è stata celebrata in un carcere minorile. E papa Francesco si è cinto il grembiule per lavare i piedi a dodici ragazzi, tra cui due donne e alcuni musulmani.
Al ragazzo che, con spontaneità, gli ha chiesto «perché sei venuto qui?», papa Francesco ha risposto che è «qualcosa che è venuto dal cuore». «Sono venuto», ha detto, dove sono quelli che mi aiuteranno a essere umile e servitore come deve essere un vescovo. Le cose del cuore non hanno spiegazione, vengono solo». E, a braccio, nell’omelia ha spiegato come «chi è più in alto deve essere al servizio degli altri». E che dobbiamo aiutarci l’uno con l’altro, perché così ci faremo del bene.
A queste parole, ci verrebbe da dire: «Chi ha orecchie per intendere, intenda». O come ha scritto Aldo Cazzullo sul Corriere della sera, parafrasando il famoso titolo di un libro di Hemingway: «Quando suonano le campane di San Pietro, non dobbiamo chiederci se suonano per il Segretario di Stato o per la Curia o per lo Ior; esse suonano per noi». Oggi, più che mai, abbiamo bisogno di una “Chiesa del grembiule”: quella di papa Francesco.

Pubblicato il 04 aprile 2013 - Commenti (3)

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Postato da masperi.umberto@yahoo.it il 06/04/2013 18:25

***^^^ I gesti e le parole di papa Francesco ci stanno mettendo in crisi ^^^*** INCORNICIAMO QUESTA FRASE . …. Poi proseguiamo: ha ragione degrel0 il 05/04/2013 10.03. I have a dream : Angelus domenicale, quella voce italo-ispanica che, da flebile ,si fa tuonante ( anche Lui nel tempio ALLORA forse tuonò) :la sua voce mentre legge sul suo foglio: … A) *** lui, 62 anni, muratore, lei, 68 anni, artigiana in pensione, e il fratello di lei, Giuseppe, 72 anni, che non appena ha appreso la notizia non ha retto alla disperazione ed è andato a gettarsi in mare. I Dionisi si sono impiccati, uno accanto all’altra. B) ***«Si sono uccisi per la crisi? Davvero? Mi dispiace moltissimo» (!!! ) Poi, al telefono, la voce del ministro Elsa Fornero si incrina: «Sono profondamente addolorata per questo fatto tremendo. E per la solitudine che devono aver vissuto queste tre persone. Evidentemente hanno sentito troppo forte il peso della crisi che stiamo vivendo (!!!) C) *** Suicidi per la miseria, la rabbia ai funerali: “Omicidio di Stato”. Fischi a Boldrini D) ***Una buonuscita di 3,6 milioni di euro per Piergiorgio Peluso, figlio del ministro dell’Interno Annamaria Cancellieri. E’ la somma pagata da Fondiaria Sai, la società assicurativa di Salvatore Ligresti “salvata” dall’intervento di Unipol, all’ex direttore generale, ora neodirettore finanziario di Telecom. Al braccio destro di Peluso, Gianandrea Perco, sono andati 1,7 milioni di euro. E) La Cei: pensioni scandalose. ***vice presidente della Conferenza episcopale delle Marche, mons. Edoardo Menichelli, commenta a Radio Vaticana: «Situazioni di questo tipo impongono delle riflessioni. La prima è quella di rioffrirci percorsi di speranza, che passino attraverso due parole chiave: la sobrietà e la solidarietà» (PS. Ho cronometrato il tempo di lettura: basta poco più di un minuto) PS bis: La mia voce:( E lei,signora ministro,quelle lacrime? Che peso!!) (Eminenza Menichelli:quanto tempo è durata la sua riflessione prima di intervenire?)

Postato da GBSonzogni il 05/04/2013 23:08

una chiesa povera per i poveri è un bel biglietto da visita, e un bel motto, speriamo che chi ha voluto la sua elezione (Dio) lo mantenga in salute per portare avanti il suo progetto. Buon viaggio papa Francesco, che il signore stia sempre alla tua destra perché non vacilli, (dal salmo di Davide)

Postato da degrel0 il 05/04/2013 10:03

Per ora siamo alla fase mediatica.Vedremo la realtà cosa ci riserba.

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Don Antonio Sciortino è il direttore responsabile di Famiglia Cristiana. In questo blog affronterà le tematiche riguardanti la famiglia e le questioni sociali, dalla disoccupazione, all'immigrazione all’impegno dei cristiani.

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