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La croce oggetto d’ornamento e di bellezza

La Belen che, l’altro giorno, portava un vistoso crocifisso nero, è la stessa che, qualche settimana fa, dal palco dell’Ariston mostrava al pubblico la famosa “farfallina”! Possibile che un gesto così irriverente non abbia fatto storcere il naso a qualche spettatore cattolico o presunto tale? Siamo così addormentati da non reagire più neanche quando viene offeso un simbolo della nostra religione? Se fosse successo con i musulmani, apriti cielo! I soliti benpensanti avrebbero gridato allo scandalo, alla guerra di religione. Nel nostro caso, invece, tutto normale. Come se non fosse successo nulla. Ci ridiamo e scherziamo su. Lo spettacolo va avanti. Purtroppo, sono i nostri valori che vanno indietro.

Andrea G.

Quanto ai valori, i passi indietro che stiamo facendo sono da gigante. Il degrado etico non risparmia niente e nessuno. La stessa religione viene spesso manipolata. Trasformata, talora, in oggetto d’ornamento e bellezza, come appunto il crocifisso al collo di attrici e modelle. Sarebbe meglio, invece, testimoniare con la vita quel che il crocifisso rappresenta. Cioè quell’amore universale che non esclude o discrimina nessuno. Anzi, dà la preferenza ai poveri e agli esclusi. E ci “comanda” di amare il prossimo come noi stessi, chiunque sia. Questo è quel che conta. Il resto è solo strumentalizzazione ed esibizionismo. A scapito dei simboli più significativi della nostra religione.

Pubblicato il 20 marzo 2012 - Commenti (2)

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Postato da lflorinu il 27/03/2012 10:14

Sicuramente il cattivo gusto per l'esibizione di un simbolo tanto "infame" quanto per noi "nobile" non appartiene solo alla Belen (Belen è l'equivalente di Betlemme in lingua spagnola!), pur tuttavia la Figliola di cattivo gusto ne ha dimostrato anche in altre occasioni. Peccato!

Postato da Kalliopes il 23/03/2012 22:44

Concordo con la risposta di don Sciortino e lo ringrazio per le sempre chiare posizioni, anche quando scomode (sulla vostra pagina, subito qualcuno s'è affannato a difendere la belllabelen..?) La strumentalizzazione, per me fonte d'amarezza, del crocifisso, dei simboli e dei valori della nostra fede, non è purtroppo nuova. C'è chi strumentalizza le 'radici cristiane', il crocifisso stesso, la nominale (nominale! - e ipocrita) adesione alla Chiesa senza peraltro né comprenderne e condividerne i valori e la comunione sacramentale autentica, nello spirito e nella vita, e in vera conversione, per motivi di visibilità sociale e appetibilità politica per l'elettorato (il quale inesorabilmente, acriticamente, non manca di premiare l'opportunismo, la cialtroneria, l'ipocrisia... e il malaffare intriso di lascivia e feroce individualismo nell'uso e abuso della cosa pubblica). Colgo l'occasione per ringraziare Famiglia Cristiana di non aver mai arretrato dallo stigmatizzare tali turpitudini e strumentalizzazioni, anche se controcorrente (purtroppo tra gli stessi - sedicenti a questo punto... - cattolici). Grazie, don Sciortino, e tutta la redazione: grazie di cuore.

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Don Sciortino

Don Antonio Sciortino è il direttore responsabile di Famiglia Cristiana. In questo blog affronterà le tematiche riguardanti la famiglia e le questioni sociali, dalla disoccupazione, all'immigrazione all’impegno dei cristiani.

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